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Category Archives: Planning

Pink party: la differenza si può fare

Pink party: la differenza si può fare

Delicato, floreale, tenue: oggi parliamo di rosa, un colore molto amato tuttavia spesso penalizzato. Scopriamo insieme come realizzare un pink party elegante. Capace di fare la differenza.

 

Quando si parla di pink party si finisce spesso per pensare ai tipici addobbi da addio al nubilato e -ahimè!- a cascate di glitter tra un palloncino rosa e l’altro.

Niente di più sbagliato. Un pink party sofisticato, per bambini ma anche per adulti, si può fare. Come? Accendendo la creatività e andando alla ricerca di una storia da raccontare.

Noi del team Torresan, per la piccola Olivia, abbiamo realizzato la nostra personalissima versione di pink party per festeggiare il suo battesimo.

Pink party: il punto di partenza

Estremamente raffinato, il rosa porta con sé la forza del rosso dolcemente mitigato dal bianco; accende la sensazione di sentimenti positivi; risulta leggero e contemporaneo.

Per Olivia ci siamo lasciati ispirare dalla dolcezza e dalla femminilità di questo colore e con questi elementi abbiamo costruito il nostro racconto soave e danzante.

 

Pink aperitivo con vista

Un aspetto fondamentale da non perdere mai di vista durante l’intera realizzazione dell’evento è stato questo: festeggiare la nascita di una bambina e rendere, allo stesso tempo, ogni emozione e dettaglio accessibili ed estesi al “mondo degli adulti”.

L’aperitivo, suggestivo e illuminato da un carezzevole tramonto romano, si è svolto nel meraviglioso giardino dell’Istituto di Studi Romani. Ad annunciare il tema pink, arredi rosa scuro: divani, poltrone e pouf organizzati in piccole e intime zone living all’interno del giardino.

 

Tema ballerina

Per Olivia abbiamo scelto un tema insolito ma davvero speciale che ha guidato gli ospiti per l’intero evento: la ballerina.

Una zona all’interno del giardino è stata allestita con un back drop nei toni del pesca, del bianco e del rosa antico; al centro una sbarra di danza classica con tutù e scarpette; per ogni ospite infine sono stati realizzati piccoli segnaposto in ceramica a forma di scarpette da punta.

 

Mise en place in rosa

La tavola per la cena è stata anch’essa delicata e naturalmente in rosa.

Bicchieri, calici, tovaglioli, menu, posate: piccoli passi tra le sfumature del nostro colore protagonista che abbinato al bianco grezzo di piattini e sottopiatti, ispirati a pizzi e merletti, ha generato un risultato estremamente gradevole ed elegante.

 

Pink party: lo sweet table

Lo sweet table si è trasformato in un micro universo unico e dolcissimo.

Lì gli ospiti hanno ritrovato tutti gli elementi e le sfumature incrociate nella serata, eccezionalmente circondate da zucchero e pop cake.

 

Le alzate con dolcetti e biscotti, alternate alle super instagrammabili macaron tower, hanno dato vita a un bellissimo gioco di altezze. Tutti almeno una volta nella vita abbiamo desiderato di rubare un dolcetto da uno sweet table così.

 

 

Ti è piaciuto il nostro pink party? Io sono pronta a rifarlo subito! Adorissimo!


Credit:

Location Istituto Nazionale di Studi Romani – Catering in esclusiva California – Sweet table e ballerina corner Martina Ferrara – Foto/Video Roberto Marchionne

 

Roberta Torresan Wedding Planner & Designer

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Matrimonio in Costa Azzurra. Fuga d’amore a un passo da Monte Carlo

Matrimonio in Costa Azzurra. Fuga d’amore a un passo da Monte Carlo

 

Primo evento all’estero targato Roberta Torresan: un matrimonio d’inizio settembre in Costa Azzurra solo per pochi intimi.

 

È successo a pochi chilometri da Monte Carlo.

Il team di Roberta Torresan ha avuto il piacere e la fortuna di realizzare il primo evento all’estero. Un’emozione davvero indescrivibile.

Per il matrimonio in Costa Azzurra, il cui allestimento ci ha visti impegnati dal 2 al 4 settembre scorso, ho coinvolto alcuni tra i fornitori che, so per certo, sanno come aiutarmi nel raggiungimento dell’evento perfetto, e due allieve iscritte al mio master per Wedding Planner.

Un evento così richiedeva il massimo impegno.

 

Matrimonio in Costa Azzurra

Matrimonio in Costa Azzurra

 

Una fuga romantica per pochi intimi

Il “mio” matrimonio in Costa Azzurra non è stato un matrimonio come tutti gli altri.

La coppia ha voluto celebrare l’amore in una località a loro molto cara e familiare.

Gli invitati all’evento erano solo 21 tra amici e parenti, un’amica degli sposi ha celebrato il rito simbolico.

L’atmosfera era calorosa e vera, come quegli abbracci che riceviamo dalle persone che amiamo.

Trattenere le lacrime è stato impossibile quando le note di Nuvole Bianche suonate dal vivo al pianoforte hanno accompagnato l’ingresso della sposa.

 

Matrimonio in Costa Azzurra

 

Atmosfera preziosa

Per l’occasione abbiamo pensato ad un allestimento all’interno di una tent, una tendostruttura che definiva lo spazio per la cena senza creare una divisione con l’ambiente circostante.

Questa progettazione ci ha aiutato creare un’atmosfera per niente dispersiva, piena di calore, preziosa.

Il tocco di magia è stato dato senza dubbio dai lampadari in cristallo.

 

Matrimonio in Costa Azzurra

Matrimonio in Costa Azzurra

Matrimonio in Costa Azzurra

 

Mise en place: le notti d’oriente

La mise en place ha unito due stili molto amati dalla coppia:

  • stile naturale, immediatamente riconoscibile dalle sedie in paglia di Vienna con seduta in lino, dalla scelta di tessuti grezzi, e dalla superficie del tavolo in legno lasciata libera dalla tovaglia che ne avrebbe occultato la bellezza;
  • stile orientale, presente nei candelieri ma soprattutto nei bicchieri colorati, decorati con motivi arabescati nei toni dell’oro.

 

Matrimonio in Costa Azzurra

Matrimonio in Costa Azzurra

La magia delle luci

Posso definire impareggiabile il lavoro di illuminotecnica che ha conferito allo spazio un’atmosfera circolare.

Molto spesso è facile frammentare l’ambiente a causa di luci poco curate o discontinue. In Costa Azzurra è stato il contrario.

Ogni aiuola brillava come un diamante perché ricamata da microled che ben si sposavano con la luce fioca della mise en place; la piscina ridisegnata da un perimetro di lanterne si è trasformata in una scultura luminosa che galleggiava su uno specchio d’acqua.

 

Matrimonio in Costa Azzurra

 

 

È stata dura? Sì come sempre, ma lo rifarei, uguale, anche domani.

 

Credits

Flower designer: Simone Bianchini 

Foto/Video: Roberto Marchionne

Catering: Alfonso Muzzi 

Tent: Lombarda strutture

Allestimento: Event Set

Pianista: Alessio Scialò

 

 

Roberta Torresan Wedding Planner & Designer

 

 

 

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Professionisti del wedding. Simone Bianchini: fiori per emozionarsi

Professionisti del wedding. Simone Bianchini: fiori per emozionarsi

Floral designer romano con il sogno di un tavolo imperiale a Trinità dei Monti, Simone Bianchini racconta al nostro magazine il suo amore per i fiori.

 

Solo poche settimane fa è arrivata la notizia tanto attesa dal nostro settore: il 15 giugno riprenderanno i nostri amati matrimoni. Con tutte le precauzioni del caso, ovvio, ma finalmente si intravede quel ritorno alla normalità che tanto abbiamo agognato.

In questa lunga annata, come più volte ho avuto occasione di dirvi, non ho mai gettato la spugna. Anzi, sempre pensando alle mie spose, ho realizzato alcuni shooting in location da sogno che hanno richiesto la partecipazione di professionisti del settore.

È per questo che ho deciso di dare il via a una rubrica dedicata a loro, ai professionisti del wedding, che hanno sempre accolto ogni mio lampo creativo con solido entusiasmo e ineguagliabile impegno.

 

Leggi anche:

Matrimoni e valorizzazione del territorio: lo shooting a Olevano Romano

Roberta Torresan per Westwing: ispirazioni per il ricevimento

 

Simone Bianchini: floral designer

Ad aprire le danze c’è Simone Bianchini, amico e compagno di molti viaggi professionali. Di origine romana,  classe ’76, si è formato alla Scuola d’arte floreale di Milano. Segni particolari: eclettico.

Oggi si racconta al nostro magazine con un’intervista che spero amerete quanto ho amato io.

 

simone bianchini

“Con il tempo ho capito quanto i fiori potessero essere lo strumento per eccellenza per emozionare ed emozionarmi”

 

Come è cominciata la tua carriera da floral designer?

Tutto è iniziato dall’idea di creare un ambiente aperto al pubblico e volto alla gratificazione dei clienti.
Nel 2011 mi venne l’idea di aprire un flower bar, un luogo in cui trovarsi e ritrovarsi per un pubblico di tutte le età, ma per motivi soprattutto burocratici, portare avanti quest’idea si è rivelato complicato.

Da lì la decisione di frequentare un corso da Flower design a Milano e la scelta di aggirare l’ostacolo dando vita a Flör, un bellissimo negozio di fiori, vino e cioccolato: un ambiente davvero accogliente con carta da parati, musica di sottofondo, mobili in legno di una vecchia farmacia tutti sbiancati e un piccolo angolo bar dove “offrire” caffè e dolci fatti in casa.
Il mood dello store era racchiuso nelle FlörBag, una sorta di take away con all’interno una composizione floreale, 1 bottiglia di vino e 1 confezione di cioccolato e piccoli dragees con un packaging molto curato.

 

simone bianchini

 

Amore per i fiori. Ti va di raccontarlo in poche parole?

Con il tempo ho capito quanto i fiori potessero essere lo strumento per eccellenza per emozionare ed emozionarmi; il mezzo attraverso il quale poter esprimere la mia sensibilità e la mia soggettiva creatività. Il mio modo puro per comunicare.

Ti confido che ho maturato questa consapevolezza solo oggi. Anni fa si presentò un’importantissima occasione di lavoro che rimescolò completamente le carte. Fui contattato per un evento di un’importante compagnia aerea. Fu qualcosa di sconvolgente, un’emozione unica e irripetibile, un evento mondiale ed io anche in quell’occasione ero inconsapevole di quello che stava succedendo: quest’evento mi stava aprendo le porte come fornitore di fiori per gli aeroporti più importanti d’Italia. Ancora non me ne rendevo conto, ma era la prima volta in Italia che entravano i fiori in aeroporto.

 

Creatività e progettazione: Come si svolge il tuo processo creativo?

Il mio processo creativo nasce dalla curiosità e dal mio forte spirito d’osservazione. Prendo spunto da tutto ciò che mi circonda: negozi di arredamento, riviste, arredi di locali, location (motivo per cui per me è fondamentale fare sempre il sopralluogo ), dall’ambiente e, nel caso di matrimonio, da una approfondita intervista agli sposi.

Mi piace definirmi Geppetto perché mi affascina molto l’idea della materia che prende forma. Comincio dall’ideazione e creazione di strutture e complementi di arredo (vedi i lampadari in cotone con nappe realizzati per uno dei nostri shooting: 400 nappe cucite a mano). Poi passo alla scelta del fiore, del suo colore, della texture e ne valuto l’affinità con il resto dell’allestimento.

 

simone bianchini

 

simone bianchini

“Mi affascina molto l’idea della materia che prende forma”

 

Insieme abbiamo realizzato alcuni shooting unici, bellissimi.

Per me hanno avuto lo stesso processo creativo, condito in questo caso da una forte intesa con te: non sempre capita! Il lavoro prende tutta un’altra piega quando c’è rispetto delle proprie competenze, fiducia reciproca e apertura al confronto.

L’allestimento intorno alla quercia è stato meraviglioso. Abbiamo prima di tutto rispettato l’ambiente costruendo  intorno alla quercia questo tavolo circolare. C’era l’intenzione di provocare la naturalezza del posto con l’allestimento caldo e austero della mise en place e i colori decisi del runner floreale. La quercia era a tutti gli effetti testimone delle stagioni della vita.

 

 

Spose e fiori. Peonie a parte, mi racconti qualche curiosità o fissa?

Domando sempre alle coppie se vogliono inserire i fiori perché ne comprendono il potere emozionale o solo perché non potrebbero sposarsi senza. Per questo chiedo loro di trasferirmi l’importanza che vogliono dare all’allestimento.
Con le coppie di sposi scatta quasi sempre una reciproca fiducia, il più delle volte infatti riesco con naturalezza e senza forzatura alcuna a comunicare le motivazioni per cui alcune scelte possono risultare improprie o poco adatte all’impronta che vogliono dare al matrimonio.
Si fanno influenzare molto dai social ma non sempre riescono a “cucinare” ciò che vedono. Ma questo è anche il mio lavoro.

 

Cosa vorresti realizzare che non hai ancora fatto?

Più che realizzare qualcosa che non ho fatto mi piacerebbe molto continuare ciò ho cominciato a fare molto tempo fa.
Fare allestimenti veri e propri nei vari angoli di Roma. Cominciai con un installazione notturna Urban Flower a Castel Sant’Angelo. Sai che bello sarebbe fare un tavolo imperiale sulla scalinata di Trinità dei Monti?

La mia intervista a Simone Bianchini inizia e finisce con un sogno e ne sono felice perché i sogni sono la cosa in cui credo di più.

 

Roberta Torresan Wedding Planner & Designer

 

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